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Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

Normativa di riferimento:
Articolo 1117 del Codice Civile: Parti comuni dell’edificio
Articolo 1118 del Codice Civile: Diritti dei partecipanti sulle parti comuni
Cassazione Civile Sent. n. 5331 del 3 Aprile 2012

La normativa e le sentenze in merito stabiliscono tre punti fondamentali:

– Il distacco unilaterale è consentito senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini, quando l’interessato dimostri che, dal suo operato, non derivano aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto, ne squilibri termici pregiudizievoli per la erogazione del servizio
– il condomino distaccato non può sottrarsi al contributo per le spese di conservazione dell’impianto
– il condomino non è tenuto a sostenere le spese di esercizio salva l’ipotesi in cui, a seguito del distacco, gli altri condomini non siano costretti a fare fronte ad una spesa maggiore rispetto al passato.

Si fa notare che tra le cause che potrebbero determinare uno squilibrio termico, non deve essere inclusa la possibile differente temperatura nell’appartamento distaccato in quanto, in ogni caso, anche senza distaccarsi il proprietario “avrebbe potuto egualmente incidere sull’equilibrio termico dell’intero edificio chiudendo nel suo appartamento i radiatori dell’impianto centrale esistente”.
Il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato,” ammesso in linea di principio. sarebbe quindi sempre da escludere in concreto, in quanto nell’ambito di un condominio ogni unità immobiliare confina con almeno un’altra unità immobiliare, per cui il distacco dall’impianto centralizzato da parte di uno dei condomini provocherebbe sempre quel tipo di squilibrio termico che, invece, deve essere considerato irrilevante”
(Cassazione Civile, Sezione II, 27 maggio 2011, n. 11857)